
Le termocamere sono un aiuto nella fotografia di fauna selvatica?
Le termocamere possono aprire un mondo nuovo nella fotografia di fauna selvatica?
Scopri perché ho scelto una termocamera e se porta dei vantaggi.
Ho scelto bene?
Indice
- Perché una termocamera?
- Il momento decisivo della mia scelta
- Cosa mi aspetto dalla termocamera
- Termocamere – solo per la notte?
- La mia ricerca: la strada verso la termocamera
- Dal caos alla decisione
- La rosa ristretta: due modelli al centro
- Uno sguardo avanti: cosa arriva adesso?
Ma perché una termocamera per la fotografia di fauna selvatica?
Con le mie avventure nella fotografia di fauna selvatica, quasi sempre nelle prime ore del mattino, la natura non la vivo solo alla luce del sole. Anche il crepuscolo e la notte sono interessanti e tengono in serbo momenti affascinanti. Proprio nelle prime ore, quando l’occhio umano non distingue ancora nulla, si sentono le voci della natura: gli scricchiolii nel bosco, il cinguettio degli uccelli, un fruscio lontano nel sottobosco. Ed è qui che entra in gioco la termocamera: rende visibile all’uomo un mondo che altrimenti resterebbe nascosto.
Il mio momento decisivo

Quello che mi ha spinto ad approfondire il tema delle termocamere è stato il bramito dei cervi dell’anno scorso. I cervi della mia zona sono molto schivi, per via di predatori come il lupo e per via delle persone. Già prima dell’alba si ritirano dalle golene aperte nel bosco che li protegge. Così lo spettacolo del bramito restava in gran parte nascosto. Io però volevo più che sentirlo: volevo anche vederlo. Ed è per questo che mi sono occupato per la prima volta di termocamere.
Cosa mi aspetto dalla termocamera
Al momento per me è ancora tutta teoria: finora non ho esperienza con una termocamera. Ho però un’idea chiara di come dovrebbe aiutarmi:
- Pianificare i progetti in natura: avere un quadro migliore delle specie presenti in un certo ambiente
- Un nuovo modo di vivere la natura: osservare animali che altrimenti restano nascosti
- Fotografia di fauna selvatica: trovare più facilmente i soggetti nascosti
Una termocamera serve solo di notte – o no?
In molti pensano che le termocamere funzionino solo al buio. All’inizio lo credevo anch’io, ma è un errore.
Il fotografo di fauna selvatica e youtuber britannico Mike Lane ha mostrato in un video che queste macchine si possono usare anche di giorno. E questo mi ha incuriosito ancora di più.
Immagino naturalmente che ci siano dei limiti, come:
- Il sole forte può rendere meno leggibili le differenze di temperatura.
- D’estate la temperatura dell’ambiente può corrispondere a quella corporea di molti animali, e allora diventano più difficili da riconoscere.
Però: al crepuscolo o nel bosco una termocamera lavora con precisione – almeno secondo le mie ricerche!
La mia ricerca: la strada verso la mia termocamera
Avevo molte domande e nessuna risposta, così ho cominciato a spulciare internet e in particolare YouTube. Volevo capire questo:
- La termocamera riconosce anche i passeriformi?
Le termocamere le usano soprattutto i cacciatori – almeno così immagino. Animali grandi come cervi, caprioli o cinghiali per natura emettono più calore e si riconoscono quindi più facilmente. Ma con i piccoli passeriformi come va? La loro superficie corporea è molto più piccola: il calore che irradiano basta a renderli visibili? - Da quale prezzo e da quale fascia di qualità le mie aspettative sono soddisfatte?
Mi chiedevo quale fascia di prezzo offra una buona qualità d’immagine senza far saltare il mio budget. - Come si leggono correttamente le specifiche di una termocamera?
I dati tecnici sono diversi da quelli delle fotocamere normali. Quali valori sono quindi decisivi per capire la resa reale? - Di quale lunghezza focale ho bisogno?
Siccome qui non ci sono obiettivi intercambiabili – tranne su certi modelli di fascia alta – prima di comprare conviene sapere quale focale va meglio per sé. E la focale non è paragonabile al dato di una fotocamera a obiettivi intercambiabili. - Quali funzioni contano?
Ci sono grandi differenze di funzioni tra i produttori? E se sì, quali funzioni corrispondono a quello che mi aspetto? - Quale termocamera aiuta di più nella fotografia di fauna selvatica?
- Una termocamera è davvero la scelta giusta per quello che ho in mente?
- Quali esperienze ci sono già nella fotografia di fauna selvatica?
Il mio ingresso nella tecnica
Ho cominciato con una piccola introduzione tecnica sul sito di Zeiss e ho imparato qualche base:
- Valore NETD: indica quanto la termocamera è sensibile alle differenze di temperatura.
- Passo dei pixel (pixel pitch): definisce la distanza tra i pixel, misurata dal centro del pixel.
- Campo visivo (FoV) & portata: il campo visivo decide quanto è ampio l’angolo che con l’apparecchio si riesce a osservare a 100 m.
- Lunghezza focale: qui attenzione, perché c’è qualcosa di simile alle fotocamere a obiettivi intercambiabili, un “effetto crop del sensore”. Il sensore ha un’inquadratura più stretta.
Un esempio solo per rendere l’idea: una focale di 19 mm su una termocamera (sensore piccolo & 1.8x di ingrandimento come base) può dare un’inquadratura che corrisponde a circa 150 mm sul formato pieno.
Dopo la mia sessione di studio e di letture ero tecnicamente informato a grandi linee – ma come vanno le termocamere sul campo?
Dal caos alla decisione
Ho cercato esperienze pratiche con le termocamere su varie piattaforme:
- Articoli e prove su vari siti
- Video su YouTube, per vedere questi apparecchi in azione
Mi sono però accorto in fretta di una cosa:
quasi tutti i contenuti in tedesco erano di cacciatori per cacciatori. Per i miei scopi – fotografia di fauna selvatica e osservazione della natura – di informazioni in tedesco che rispondessero alle mie domande non ne ho quasi trovate.
Così sono passato alle fonti in inglese.
Di nuovo mi è stato utile soprattutto Mike Lane. Aveva notato che la sua termocamera dava sì immagini ottime, ma era pensata per le grandi distanze. Questo rendeva difficile la ricerca a breve distanza: doveva perlustrare quello che aveva intorno in modo sistematico, per quadranti. È come provare a cercare animali in un filare di alberi a 10 metri con un obiettivo da 600 mm. Siccome nella sua fotografia di fauna selvatica si muoveva soprattutto a breve distanza – e vale anche per me – per me è stata un’indicazione decisiva.
Ho trovato poi diversi video di birder, fotografi di fauna selvatica e venditori che mostravano vari modelli sul campo. Così ho avuto qualche risposta alle mie domande, anche se non al 100 % soddisfacente.
La termocamera riconosce anche i passeriformi?
Sì, ma come sempre entrano in gioco molti fattori, come la distanza, la focale, il valore NETD e così via, quindi una risposta netta non si può dare. Nemmeno come si comporta con condizioni meteo diverse – per esempio d’estate, quando anche l’aria è calda – sono riuscito a capirlo con chiarezza. Naturalmente conta molto anche la qualità dell’apparecchio: i modelli d’ingresso qui lavorano diversamente da quelli di fascia alta.
Da quale prezzo e da quale fascia di qualità le mie aspettative sono soddisfatte?
Come base ho preso il modello d’ingresso di Zeiss:
- Zeiss DTI 1/19 – prezzo: circa 1.000 €
- Vantaggi: leggera, compatta, focale da 19 mm, un po’ più grandangolare di molti altri modelli
Un altro modello citato spesso negli articoli o nei vlog era la Hikmicro Lynx LH25 2.0, molto apprezzata dai cacciatori. Siccome in questo campo i cacciatori sono probabilmente quelli con più esperienza, alla loro opinione ho dato una certa competenza. La focale da 25 mm però per me tirava troppo verso il tele. Poi ho scoperto la Lynx LH19 2.0, che per me offriva un equilibrio migliore tra grandangolo e portata. Paragonabile alla Zeiss DTI 1/19.
- Hikmicro Lynx LH19 2.0 – prezzo: circa 1.139 €
- Vantaggio: più grandangolo (19 mm) del modello da 25 mm, specifiche un po’ più prestanti rispetto alla Zeiss DTI 1/19 & buon pacchetto complessivo
Come si leggono correttamente le specifiche di una termocamera?
Questo argomento merita un articolo a parte. È però importante capire che, per esempio, il valore NETD ha un ruolo decisivo. Più basso è il valore NETD, più la termocamera è sensibile alle differenze di temperatura.
Altri fattori importanti:
- Valore NETD
- Passo dei pixel
- Tipo di display e risoluzione
- Lunghezza focale
- Funzione di live streaming (per esempio immagine & dati trasferibili su un cellulare)
- Tipo di batteria (integrata o sostituibile)
- Spazio di memoria per foto e video
- Funzione zoom
- Messa a fuoco manuale
- Intervallo di temperatura dell’ambiente di lavoro max. -/+ °C
- Autonomia della batteria
- Peso complessivo
- Attacco per treppiede
- Uso semplice
Di quale lunghezza focale ho bisogno?
Da Mike Lane mi è arrivata l’indicazione decisiva: per me un apparecchio termico grandangolare è la scelta migliore. Alla fine ognuno deve decidere da sé cosa risponde meglio alle proprie esigenze. Io ho scelto 19 mm, perché dal mio punto di vista era un buon equilibrio per l’uso nel bosco e su superfici aperte fino a circa 900 m. Se ho azzeccato lo vedremo quando potrò farmi la mia esperienza.
Quali funzioni contavano per me?
Quasi tutte le termocamere hanno funzioni di base simili. Alcuni punti per me erano comunque decisivi:
- Diverse modalità di resa termica: Black Hot, White Hot, Red Hot, Fusion
- Messa a fuoco manuale: i modelli economici hanno quasi sempre una messa a fuoco fissa
- Live streaming: trasferire in modo semplice l’immagine live sul cellulare, oppure i dati di foto e video
- Attacco filettato per treppiede: la possibilità di montare l’apparecchio su un treppiede
- Alimentazione: batteria sostituibile oppure alimentazione esterna con un power bank
- Uso semplice: passaggio rapido tra le modalità, tra foto e video
Quale modello di termocamera aiuta di più nella fotografia di fauna selvatica?
Una risposta netta era difficile, perché il budget era decisivo. Mi ero posto un limite di 1.000 euro, il che voleva dire che in gioco restavano solo i modelli d’ingresso – e questo ha reso la scelta un po’ più complicata.
Quello che ho capito per me:
- Più grandangolo è un vantaggio
- Il sensore dovrebbe avere un buon valore NETD – conta soprattutto per gli animali più piccoli come i passeriformi
- Leggera & maneggevole: perché me la porto quasi sempre come apparecchio in più, accanto all’attrezzatura tele
Una termocamera è davvero la scelta giusta per quello che ho in mente?
- In teoria e in base alle mie ricerche, per me la risposta era sì!
Quali opinioni circolavano già in rete?
Le opinioni erano molto diverse tra loro:
Alcuni avevano provato una termocamera in prestito, ma senza uno scopo preciso – qui le reazioni erano contrastanti (“pratica, ma non proprio necessaria“).
Altri avevano scelto una termocamera in modo consapevole ed erano soddisfatti quasi sempre. I birder (osservatori di uccelli) erano particolarmente entusiasti – mi sono però accorto che molti di loro usavano apparecchi di fascia alta. Con un prezzo d’acquisto tra 2500 € e 4000 €.
Ho trovato particolarmente interessante il confronto tra i vari modelli Zeiss:
gli apparecchi di fascia alta riuscivano a mostrare i soggetti in dettaglio anche a oltre 2 km di distanza – notevole, ma anche un po’ inquietante, se si pensa che una tecnica del genere potrebbe essere usata anche per scopi meno belli.
Dove si trovavano più resoconti di esperienza su internet?
I resoconti più utili li ho trovati nei contenuti in inglese. In tedesco il tema della fotografia di fauna selvatica con le termocamere era ancora poco presente. Semmai venivano usate per osservare gli animali di notte – spesso per sfruttare il giorno dopo quello che si era scoperto. Un video particolarmente interessante su questo era di Nico Sonnabend.
La mia rosa ristretta: due modelli al centro
Dopo una lunga ricerca sono rimasti due modelli, che ho già nominato:
- Zeiss DTI 1/19
- Hikmicro Lynx LH19 2.0
Tutte e due le termocamere mi convincevano per budget e per uso previsto. Alla fine però l’ha spuntata la Lynx LH19 2.0.
Per me offriva il pacchetto complessivo migliore:

✔ Sensore più sensibile (valore NETD migliore, < 20 mK)
✔ Peso contenuto
✔ Batterie sostituibili
✔ Memoria più grande
✔ Molte funzioni in più
In più il prezzo era quasi identico, perché la termocamera sono riuscito a comprarla in offerta da www.waermebild24.com.
A questo proposito devo nominare ancora a parte www.waermebild24.com, perché i ragazzi nel loro negozio presentano i prodotti in video, li spiegano e mettono a disposizione anche riprese fatte sul campo. Così ci si fa già un’idea migliore di cosa aspettarsi dai prodotti.
Confronto dettagliato & analisi di utilità
Per la mia decisione ho preparato un confronto dettagliato, analisi di utilità compresa 😉. Se ti interessa, fammelo sapere nei commenti oppure scrivimi una mail a kontakt@wildenatur.com. Se ci saranno abbastanza persone interessate, pubblicherò il confronto in un articolo a parte.
Uno sguardo avanti: cosa arriva adesso?
Nella serie di articoli ti racconto la mia prima impressione sulla termocamera Lynx LH19 2.0, e cioè:
- Unboxing della Lynx LH19 2.0
- Prima prova & prime esperienze con la Lynx LH19 2.0
- La realizzazione di un progetto più grande
- La termocamera soddisfa le mie aspettative?
L’ordine è partito – adesso comincia l’avventura.
La termocamera soddisferà le mie aspettative?
Scopriamolo insieme!


